Biblioteca Scarparo #49 – La felicità delle piccole dosi


La Biblioteca Scarparo è piena di libri che (ancora) non esistono; si tratta, prendendo ispirazione dal titolo del libro proposto (che è una variazione più o meno ironica di un libro vero), di scrivere qualcosa a scelta tra:

  • la quarta di copertina;
  • l’incipit;
  • un dialogo oppure una scena.

A volte, però, questi esercizi prendono vita e crescono fino a trasformarsi in libri veri, grazie alle sapienti penne di chi li concepisce. Chi volesse vedere degli esempi, può farsi un giretto tra tutti gli altri esercizi svolti.

Buona scrittura e ricordatevi che c’è ancora tempo, prima di domenica, per partecipare all’esercizio dei Racconti diVersi

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12 pensieri riguardo “Biblioteca Scarparo #49 – La felicità delle piccole dosi

  1. Quarta: Caterina è infelice: il fidanzato l’ha lasciata e il suo medico, convinto che non sia niente di grave, non vuole prescriverle alcunché.
    Tutti la esortano a svagarsi ma lei ha perso la gioia di vivere e trascorre le giornate a rattristarsi guardando le vecchie fotografie di quando erano insieme, fino al giorno in cui zia Clara, che la vita sa come godersela, le suggerisce una cura omeopatica, di quelle che non necessitano di ricetta, basta recarsi in erboristeria e di sicuro sapranno consigliarla per il meglio. Un rimedio in effetti c’è: un nuovo preparato che preso a piccole dosi garantisce una visione più serena della vita e maggior ottimismo. Ma Caterina è insaziabile, dopo i primi benefici ne vuole sempre di più, nessuno l’ha avvertita degli effetti collaterali che presto, dopo aver abusato delle pillole colorate, la porteranno alla rovina.
    La felicità delle piccole dosi è un’allegoria che vuole metterci in guardia contro l’uso smodato di farmaci, ma anche un’intrigante storia di solidarietà femminile tra zia e nipote lungo un percorso che non è mai privo di ostacoli, chiamato vita.
    Incipit: Caterina si voltò indietro e lo vide di spalle, col passo sicuro di chi, nella vita è un vincente. Avrebbe voluto rincorrerlo, supplicarlo, dirgli di pensarci bene, che la loro storia non poteva essere davvero al capolinea. Ma non aveva neppure la forza di mettere un piede davanti all’altro. Inchiodata al marciapiede lo osservò fino a quando divenne una sagoma sfuocata inghiottita dalla folla. Se si sforzava poteva ancora individuare il giubbotto verde, ancora qualche attimo e non ci fu più. Finita, era finita, come quando non ti rimane più cioccolato nella credenza e pensi che non potrai sopravvivere, solo che ora era mille volte peggio.
    Dialogo:
    – Sono triste, irrimediabilmente triste e ho bisogno di qualcosa che mi tiri su. Qualcosa di legale intendo. E che non sia alcol.
    – Qui di alcolici non ne vendiamo – La giovane donna dietro il bancone le sorrise con simpatia – ma abbiamo queste pillole perfette per il tuo caso.
    – Che belle! Sono tutte colorate, sembrano caramelle!
    – Potrai iniziare con una pillolina ai pasti, quindi tre al giorno, mi raccomando attieniti alla sequenza di colori che è riportata su questo foglietto, è molto importante. Vedrai, entro un paio di giorni starai di sicuro meglio. Torna a dirmi come va.

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  2. Quarta: ogni giorno Luisa affronta le sue giornate sempre con maggior fatica, le sembra che il tempo le sfugga dalle mani, non riesce più ad afferrarlo e soprattutto le sfugge la sua vita. Giorno dopo giorno scivola sempre più nella tristezza finchè non ritrova per caso Davide, un suo vecchio compagno di scuola, che svolge felicemente il lavoro dell’informatore farmaceutico e che le dona alcune pillole che lui definisce “della felicità”. Luisa le prende e si sente meglio, piena di energia e di forza. Sente di poter affrontare ogni ostacolo che prima le sembrava insormontabile. Purtroppo l’euforia dura pochi giorni, per ottenere l’effetto benefico Luisa deve aumentare sempre più le dosi giornaliere e scopre che non riesce più a farne a meno. Quelle pillole sono un antitodo alla tristezza ma anche una terribile condanna. Pensava che le potessero bastare delle piccole dosi di quelle pillole, invece la felicità non esiste, tantomeno a piccole dosi. Luisa scoprirà sulla sua pelle che nessuna pillola può donare la felicità ma solo un illusorio breve inganno.

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